l’Avvocatura incontra il ministro Paola Severino. Reazioni alla fine del confronto dell’ANF

febbraio 15, 2012  |   Blog   |   Commenti disabilitati su l’Avvocatura incontra il ministro Paola Severino. Reazioni alla fine del confronto dell’ANF

COMUNICATO STAMPA

Giustizia, l’Avvocatura incontra il ministro Paola Severino. le reazioni alla fine del confronto dell’Associazione Nazionale Forense

Dichiarazione di Ester Perifano – segretario generale A.N.F

SERVE PIU’ CORAGGIO: ALCUNI SETTORI SOLO SFIORATI DA LIBERALIZZAZIONI, DA APRIRE E RIORDINARE TUTTO IL SETTORE GIURIDICO-ECONOMICO. DA RIVEDERE RADICALMENTE L’ABROGAZIONE DELLE TARIFFE PROFESSIONALI

“L’Associazione Nazionale Forense ha presentato oggi al Ministro della Giustizia, Paola Severino alcune proposte per correggere e implementare le misure del Governo contenute nel D.l. ‘Cresci Italia’. Ben vengano le liberalizzazioni, ma che siano realmente tali e allarghino le maglie del comparto giuridico – economico, perché alcuni settori sono stati solo sfiorati dall’azione dell’Esecutivo: i santuari dei veri privilegi sono ancora lì, intoccabili”.

L’ANF non solo quindi avanza proposte, incoraggiando il Governo sulla strada della vere liberalizzazioni, ma non manca di chiedere necessarie correzioni su alcuni interventi che hanno prodotto gravi incongruenze nel già caotico funzionamento del sistema giudiziario: “Non c’è da parte nostra nessun intento di alzare barricate – continua Perifano – ma su alcune misure quali l’abrogazione totale delle tariffe degli avvocati non possiamo non mostrare la nostra contrarietà, per esempio per le ricadute nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale. Occorre fare in fretta, perché i tribunali italiani sono a rischio caos. Non a caso a Cosenza si è rinviata la norma sulla tariffe alla Corte Costituzionale. 
Non si tratta di una difesa tout court delle tariffe, che sostanzialmente sono già state abolite dalle lenzuolate del governo Prodi, ma occorre fissare i parametri certi per la liquidazione di compensi professionali da parte di un  giudice. 
D’altronde questa sistuazione era prevedibile visto che il D.L. Liberalizzazioni (Cresci Italia), rimandando ad un successivo decreto del Ministero della Giustizia,  ha creato un pesante vuoto normativo.
Abbiamo inoltre fatto presente al Ministro la necessità , se si vuole dare un senso compiuto alle liberalizzazioni, che anche gli avvocati possano mettere sul mercato le loro prerogative invece di vedere solo le proprie attribuite ad altri, come nel caso fallimentare dell’istituto della media conciliazione.
Sull’aumento del numero dei notai ad esempio il Governo si è guardato bene dall’intervenire in modo efficace: la riforma, ha aumentato i notai di sole 500 unità. Ma questo aumento è destinato a rimanere sulla carta così come sulla carta sono rimasti finora i 1000 posti liberi già previsti dalla legge, perchè non è cambiato il meccanismo concorsuale.
Il primo bando a 500 posti, infatti, vedrà la luce solo alla fine del 2013; il relativo concorso si avrà nel 2014 e la nomina effettiva si avrà ne 2018.
A questa categoria, del tutto ingiustificatamente, si riservano competenze che, come l’autentica di firme per le scritture private o le compravendite di immobili di modico valore, potrebbero essere svolte adeguatamente da altri professionisti, con i relativi vantaggi per il cittadino.
E questi professionisti – conclude Perifano – potrebbero essere dei giovani avvocati, che nello scegliere questa professione non hanno ricercato quel posto fisso tanto vituperato,  ma che rischiano di trovarsi in un mercato dove difendere gli interessi dei cittadini è un lusso che in molti non possono più permettersi”.

LIBERALIZZAZIONI: ANF, CI SONO SANTUARI DEI PRIVILEGI ANCORA INTOCCABILI

Roma, 9 set. (Adnkronos) – L’Associazione Nazionale Forense ha presentato oggi al Ministro della Giustizia, Paola Severino ‘alcune proposte per correggere e implementare le misure del Governo contenute nel dl ‘Cresci Italia’. Ben vengano le liberalizzazioni, ma che siano realmente tali e allarghino le maglie del comparto giuridico – economico, perche’ alcuni settori sono stati solo sfiorati dall’azione dell’Esecutivo: i santuari dei veri privilegi sono ancora li’, intoccabili’. Lo dichiara Ester Perifano, segretario generale Anf.

L’Anf ‘non solo quindi avanza proposte, incoraggiando il Governo sulla strada della vere liberalizzazioni, ma non manca di chiedere necessarie correzioni su alcuni interventi che hanno prodotto gravi incongruenze nel gia’ caotico funzionamento del sistema giudiziario: Non c’e’ da parte nostra nessun intento di alzare barricate – continua Perifano – ma su alcune misure quali l’abrogazione totale delle tariffe degli avvocati non possiamo non mostrare la nostra contrarieta’, per esempio per le ricadute nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale. Occorre fare in fretta, perche’ i tribunali italiani sono a rischio caos’.

‘Non a caso -continua- a Cosenza si e’ rinviata la norma sulla tariffe alla Corte Costituzionale. Non si tratta di una difesa tout court delle tariffe, che sostanzialmente sono gia’ state abolite dalle lenzuolate del governo Prodi, ma occorre fissare i parametri certi per la liquidazione di compensi professionali da parte di un giudice.
D’altronde questa situazione era prevedibile visto che il D.L. Liberalizzazioni (Cresci Italia), rimandando ad un successivo decreto del Ministero della Giustizia, ha creato un pesante vuoto normativo’. 
’Abbiamo inoltre fatto presente al ministro – continua Perifano – la necessita’ , se si vuole dare un senso compiuto alle liberalizzazioni, che anche gli avvocati possano mettere sul mercato le loro prerogative invece di vedere solo le proprie attribuite ad altri, come nel caso fallimentare dell’istituto della media conciliazione. Sull’aumento del numero dei notai ad esempio il Governo si e’ guardato bene dall’intervenire in modo efficace: la riforma, ha aumentato i notai di sole 500 unita’. Ma questo aumento e’ destinato a rimanere sulla carta cosi’ come sulla carta sono rimasti finora i 1000 posti liberi gia’ previsti dalla legge, perche’ non e’ cambiato il meccanismo concorsuale’.

Il primo bando a 500 posti, infatti, ‘vedra’ la luce solo alla fine del 2013; il relativo concorso si avra’ nel 2014 e la nomina effettiva si avra’ ne 2018. A questa categoria, del tutto ingiustificatamente, si riservano competenze che, come l’autentica di firme per le scritture private o le compravendite di immobili di modico valore, potrebbero essere svolte adeguatamente da altri professionisti, con i relativi vantaggi per il cittadino’.

‘E questi professionisti – conclude Perifano – potrebbero essere dei giovani avvocati, che nello scegliere questa professione non hanno ricercato quel posto fisso tanto vituperato, ma che rischiano di trovarsi in un mercato dove difendere gli interessi dei cittadini e’ un lusso che in molti non possono piu’ permettersi’.

LIBERALIZZAZIONI: ANF A MINISTRO,TOCCARE SANTUARI PRIVILEGI 
(ANSA) – ROMA, 9 FEB

-‘Ben vengano le liberalizzazioni, ma che siano realmente tali’, perch‚ invece ‘alcuni settori sono stati solo sfiorati dall’azione dell’esecutivo e i santuari dei veri privilegi sono ancora lí, intoccabili”. E’ questa la posizione dell’Associazione Nazionale Forense, che oggi nell’incontro di tutta l’avvocatura con il ministro della Giustizia Severino, ha presentato proposte per correggere e implementare le misure contenute nel dl ‘Cresci Italia’.
Sui notai ‘ad esempio il Governo si è guardato bene dall’intervenire in modo efficace: l’aumento di sole 500 unità.
è destinato a rimanere sulla carta cosí come sulla carta sono rimasti finora i 1000 posti liberi già previsti dalla legge, perchè non è cambiato il meccanismo concorsuale’, osserva il segretario Ester Perifano. Peraltro a questa categoria,’ del tutto ingiustificatamente, si riservano competenze che, come l’autentica di firme per le scritture private o le compravendite di immobili di modico valore, potrebbero essere svolte adeguatamente da altri professionisti, con i relativi vantaggi per il cittadino’.
Per l’Anf e’ inoltre ‘da rivedere radicalmente l’abrogazione delle tariffe professionali’ degli avvocati anche per il ‘rischio caos’ che si sta determinando nei tribunali per l’assenza di parametri certi per la liquidazione di compensi professionali da parte dei giudici. (ANSA).

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